Come si è Svolto il Progetto Pohtem-US

Pohtem-US era un progetto che aveva l’intento di realizzare un museo visitabile in maniera multimediale, con vecchi componenti di PC portati dalla professoressa Bottari e alcuni da noi.

La professoressa ha avuto l’idea dopo essere andati a visitare un museo dell’informatica simile a Prato, in gita scolastica, situato nell’Istituto Tecnico Economico e Professionale Paolo Dagomari.

Le relazioni di tale gita sono state anche appese nel museo, per far vedere da chi ci eravamo ispirati.

Relazioni sulla gita di Prato

Da qui è possibile leggere la mia relazione.

Il nostro progetto di alternanza è iniziato dopo aver appreso tutte le conoscenze e competenze necessarie, cioè saper sviluppare un’app con App Inventor 2, grazie ad un corso online.

Non si è trattato di un corso difficile, ma semplicemente lungo, poiché le slide da leggere son tante ed a volte ci sono anche degli approfondimenti multimediali.

Nel corso abbiamo trovato numerosi argomenti interessanti, soprattutto alla fine, per esempio quello sul vamping o sull’intelligenza artificiale. Si tratta di un corso nuovo o comunque aggiornato perché gli esempi che propone sono molto recenti, come Amazon GO.


Dopo aver ben capito come avrebbe dovuto svolgersi il progetto, la professoressa ci ha suddivisi in gruppi con compiti specifici:

  • Realizzare l’app: Botti, Bonetti, Cavagnini, Huqi, Pezzotti, Tomasoni, Valloncini
  • Realizzare il sito web: Brasetti, Cagni, Isoli, Kis, Ye
  • Tadzebao: Ghidini, Nicolini, Perone
  • Occuparsi della cartellonistica: Boldrini, Mella
  • Occuparsi della logistica e dei trasporti:  Hakimi, Lonati, Tagliani, Udrescu, Zampedri, Zanola, Jiale

Generalmente la classe si divideva in due: in info8 tutti quelli che dovevano usare il computer (app, tadzebao e sito) ed nella sala della mostra quelli che si occupavano di logistica, trasporto e cartellonistica. Il gruppo della cartellonistica si è occupato di disegnare i cartelloni e le altre grafiche da appendere nella sala.

Logo della mostra in costruzione

Il gruppo di logistica e trasporti hanno pulito le macchine che avevamo a disposizione, le hanno trasportate e disposte e hanno pulito il tutto. Il gruppo di Ghidini, Nicolini e Perone ha realizzato il tadzebao e l’ha stampato.

Il tadzebao viene appeso

Il gruppo dell’app ha progettato e sviluppato l’applicazione per dispositivi mobile che aveva lo scopo di elencare tutti i componenti del museo con relativa descrizione, facilmente reperibile grazie a dei codici QR stampati e incollati ad ogni componente.

Il gruppo dell’APP

Per ultimo il gruppo del sito ha ideato e messo online questo sito, grazie al quale si poteva scaricare l’app ufficiale o consultare tutte le componenti del museo, qualora non si volesse scaricare l’app. Inoltre il sito permette di ottenere tutte le informazioni necessarie sul progetto dietro al museo e le informazioni essenziali sul museo stesso (ad esempio orari di apertura, luogo, ecc).

Gruppo del sito web

Cosa Sono e Perché Ho Scelto le GIF

Ho deciso di inserire in questa pagina una serie di GIF per far vedere in breve la mostra che è stata oggetto dell’alternanza scuola-lavoro. Già da ora le inserisco nel testo, in modo da rendere il testo più scorrevole e meno noioso. Intanto mi preoccupo di spiegare di cosa si trattano le GIF e qual è la loro funzionalità.

Le GIF sono un contenuto multimediale a metà strada tra un video e un’immagine, che è molto diffuso online e tra i nativi digitali.

Viene addirittura essere considerata una nuova forma di espressione artistica.

In realtà le GIF nascono nel 1987, come riportato da Wikipedia, ma solo a partire dal 2010 questa forma d’arte di nicchia si è espansa.

Le GIF ora sono spesso usate per creare dei meme, cioè delle vignette animate divertenti, a che hanno preso piede specialmente su Twitter e Reddit (noti social network).

Ho scelto di usare le GIF per poter creare una pagina web diversa dalle solite pagine web statiche. Le immagini animate infatti hanno il potere attrarre l’attenzione degli utenti sul web e anche di mostrare loro qualcosa o spiegare qualche concetto, in maniera molto più rapida e senza che debbano far partire un video.

Ciò che distingue un “lettore digitale” e un “lettore cartaceo” è principalmente la precaria attenzione che dedica al singolo contenuto. Ha quindi bisogno di continui stimoli che lo invoglino a continuare la lettura.

In realtà l’intento non era solo quello di permettere di visualizzarne gli interni velocemente e in modo dinamico, ma anche di simulare la vista di una persona che visita il museo per la prima volta. Quindi permettere anche a coloro che non hanno avuto la possibilità di vederlo dal vivo, di farsi un’idea di come fosse.

Le GIF qui sopra sono da guardare in successione proprio come sono state inserite nel testo, poiché sono state estrapolate nella stessa successione da un video che ho realizzato a giugno, a mostra completata. In seguito ho spezzato il video in 4 parti, per realizzare 4 GIF.

Non ho potuto realizzarne di più (spezzando il video in più parti) per non rovinare la caratteristica delle stesse: la velocità, non esagerata, ma incalzante.

Come Abbiamo Creato Questo Sito

Per creare un sito che sia visibile a chiunque voglia cercarlo, da qualunque parte del mondo, sono assolutamente necessari:

  • Un dominio -> Il nome del sito web (il nostro è pohtem-us.club). Il dominio permette di rendere il sito unico e riconoscibile
  • Un hosting -> Lo spazio Internet in cui metterai il tuo sito web. Un buon hosting permette di ottenere un sacco di vantaggi, tra cui l’affidabilità di non perdere i dati, di avere una buona assistenza e di avere un sito veloce.

Abbiamo deciso di affidarci a Namecheap, un noto provider di hosting e domini; quindi abbiamo acquistato pohtem-us.club e il piano base di hosting, con la durata di entrambi di un anno esatto.

In realtà avevamo già acquistato il dominio pohtem-us.org, che sarebbe stato anche più professionale (differenze sostanziali non ce ne sono, si tratta solo di una questione estetica), ma l’hosting che avevamo scelto non ci permetteva di creare un database MySQL e quindi non potevamo installare WordPress.

Abbiamo tentato di tenere il dominio trasferendolo su un altro servizio di hosting ma l’hosting super economico che abbiamo scelto non ci permetteva di fare nemmeno quello: i nameserver erano bloccati.

Il secondo step è stato accedere al cPanel, il pannello di amministrazione del sito, e installare WordPress, la piattaforma per creare siti web più usata al mondo. I vantaggi di WordPress sono enormi: è una piattaforma gratuita e ineguagliata, che permette di cambiare design in modo dinamico, tenendo invariato il contenuto dello stesso.

Inoltre è flessibile e consente di editare facilmente HTML, CSS e PHP.

WordPress è usato dai più famosi siti web internazionali. Infatti anche i web developer più esperti preferiscono lavorare su piattaforme già testate e funzionanti, con un mercato già avviato e con layout di base pronto, per customizzarlo al meglio e massimizzare i risultati.

Il professor Rovati e il professor Mesti ci hanno suggerito in fase di sviluppo alcune modifiche al sito e al logo, che infatti ha avuto più versioni.

Questa era la prima versione in assoluto del logo, finché non ci siamo accorti che non dava l’idea di un logo di un museo. La seconda versione invece era questa, che si è rivelata ottima da inserire nel nostro sito, ma poco significativa. Al terzo tentativo ci siamo sentiti soddisfatti: the pohtem-us logo


Continuazione della presentazione del lavoro di alternanza dal back-end del sito.

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